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    L’edonometro misura la felicità

    Una nuova ricerca rivela che chi digita un messaggio immerso in un ambiente naturale è più felice.

    di Tanya Basu

    Un team di ricercatori dell’Università del Vermont ha analizzato oltre 4.000 sequenze di messaggi geotaggati di normali utenti tra maggio e agosto 2016.

    Ai fini dello studio, le aree prese in considerazione si dividevano in tre categorie: grandi spazi regionali come il Golden Gate Bridge Park, i parchi giochi di quartiere e le piazze.

    I ricercatori hanno usato immagini satellitari per stabilire la tipologia del posto da cui partivano i tweet e hanno scoperto due cose.

    Innanzitutto, indipendentemente dal tipo di parco in cui si trovavano, le persone hanno inviato tweet in media molto più “felici” del solito, con effetti che a volte perduravano fino a quattro ore dopo.

    In secondo luogo, più era estesa la vegetazione del parco, più i tweet indicavano uno stato d’animo positivo.

    Per misurare il grado di benessere dell’individuo è stato utilizzato un edonometro, vale a dire un “termometro” della felicità.

    “Questo strumento analizza il testo del messaggio… e in un certo senso misura il grado di felicità o tristezza delle diverse parole”, ha spiegato Aaron Schwartz, autore della ricerca.

    Finora, l’edonometro possiede un vocabolario di 10.022 parole inglesi comunemente usate; ogni parola è classificata da 1 (infelice) a 9 (felice).

    A “sunshine” viene attribuito un valore 7.9, mentre “traffic” arriva a 3.3. Parole come “fiore”, “bello”, “spiaggia”, “musica” e la più ovvia “felice” indicano un sentimento più positivo.

    Questa non è la prima volta che gli stati d’animo degli utenti su Twitter vengono controllati con un edonometro. All’indomani del massacro di Las Vegas, si è riscontrato un livello di negatività molto alto su Twitter.

    Gli stessi dati negativi si ripropongono nel caso del decesso di qualche celebrità o nei messaggi relativi al lunedì lavorativo.

    I tweet descrivono indubbiamente una correlazione misurabile tra la felicità e gli spazi verdi, ma Schwartz non è in grado di stabilire con certezza se le persone sono più felici perché sono immerse in un ambiente naturale o se stanno semplicemente facendo attività in questi parchi che suscitano gioia, come andare a un concerto all’aperto, incontrarsi con gli amici a un picnic o portare a spasso i loro cani.

    I dati inoltre sono in parte distorti perché chi twitta da un parco a San Francisco è in genere un determinato tipo di persona: giovane, ricca e attenta alle tecnologie.

    Gli esperti di sanità pubblica e gli urbanisti hanno da tempo sottolineato che il semplice fatto di essere circondati dalla vegetazione può essere un vantaggio e che le attività negli spazi verdi – dal tai chi alla corsa – aiutano a mitigare lo stress.

    Probabilmente, lasciare il telefono a casa, aiuterebbe anche di più.

    (rp)

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