Seguici
Iscriviti alla nostra newsletter

    Dal Giappone nasce una richiesta pressante : sistemi più sicuri di gestione del combustibile ‘esausto’

    A due settimane dal terremoto e dallo tsunami, la centrale nucleare, gravemente danneggiata , del complesso di Fukushima continua a rilasciare radiazioni in un alternarsi di speranze e frustrazioni. 
    Un grande passo avanti è stato fatto con il ripristino di fornitura di elettricità in grado di garantire almeno una parziale operatività del sistema di raffreddamento dei reattori e delle vasche di deposito degli elementi di combustibile ‘esausti’. 

    di MIT Technology Review Italia

    Ma mercoledì 23 marzo, fumo e picchi di radiazione ai reattori 2 e 3 hanno costretto i tecnici ad allontanarsi e a sospendere i lavori di ripristino dei sistemi di raffreddamento. La quantità di radiazione rilasciata è stata fino ad oggi rilevante. Gerhard Wotawa, dell’Istituto Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Vienna, responsabile delle rilevazioni della radioattività, sostiene che a Fuhushima è stato rilasciato circa un quinto dello Iodio 131 emesso nel 1986 da Chernibyl e circa la metà del Cesio 137*. 

    Il team di Wotawa utilizza i dati provenienti dalla rete globale di rivelatori installati per controllare il rispetto del trattato sul divieto dei test di armi nucleari

    Il livello di Cesio 137 , in proporzione più elevato di quello di Iodio131, è uno dei tanti fattori che comprova come a causare il rilascio di radiazione siano stati soprattutto gli elementi di combustibile esausti depositati in vasche d’acqua vicino ai reattori.

    Infatti il combustibile esausto contiene molto più Cesio 137 che Iodio 131, come conseguenza dei diversi tempi di dimezzamento. 

    William Borchard ‘capo delle operatios’ di NRC (Nuclear Regulatory Commission) ha concluso un paio di giorni fa che le radiazioni emesse erano soprattutto dovute alla mancanza di acqua di raffreddamento delle vasche di deposito del combustibile esausto dei reattori 3 e 4.

    Gli esperti americani sono convinti che, a breve, verranno emesse nuove norme per rendere più sicuro il raffreddamento del combustibile esausto per tutti i 104 reattori operanti sul territorio Americano. Queste barre, infatti, sono prive del contenimento esistente all’interno del reattore per prevenire il rilascio di radiazioni in caso di fusione del nocciolo (melt down). Se la vasca dove sono deposti si vuota o c’è un incendio, possono fondersi e rilasciare direttamente all’aperto grandi quantità di radiazioni pericolose.

    Il rischio di questo tipo di incidenti è particolarmente grave negli Stati Uniti, dove le piscine progettate per contenere gli elementi di combustibile per solo cinque anni, vengono invece riempite con elementi esausti vecchi decine di anni (a differenza di Francia e Giappone dove comunque esistono centri di trattamento e deposito dopo pochi anni nelle vasche).

    Il prof. Charles Forsberg, del MIT, direttore esecutivo del progetto sul ciclo del combustibile nucleare nell’ambito della ‘MIT’s Energy Initiative’, sostiene che l’incidente di Fukushima accelererà il movimento, negli US , verso il passaggio dalle ‘piscine’ ai ‘Dry Cask’ ( barili a secco). I ‘barili a secco’ sono cilindri di acciaio, piombo e calcestruzzo, che rendono il combustibile esausto’ in essi contenuto, fino a 10 -15 tonnellate di combustibile. Il raffreddamento è di tipo passivo e si basa sulla circolazione naturale dell’aria.  

    Questi ‘barili’ sono già usati in alcune centrali americane, e servono a confinare in sicurezza gli elemento di combustibile esausti per i quali non c’è più spazio nelle vasche. Nel 2006 un rapporto dello US National Research Council aveva già affermato il vantaggio dei ‘Dry Casks’ sulle piscine, ed aveva raccomandato come prudente una transizione verso il loro utilizzo. L’anno prima che il presidente Obama lo nominasse Chairman della Nuclear Regulatory commission, Gregory Yakzo aveva richiesto che il passaggio verso i ‘Dry Casks’ fosse obbligatorio, per migliorare il livello di sicurezza delle centrali nucleari. 

    I Casks, tra l’altro, possono essere usati sia per il contenimento sul sito, che per il trasporto.

    Ma come sempre , il problema principale sta nei costi. Lo spostamento da piscine a ‘Dry Casks’ va da 43 mil. a 109 mil $ secondo una stima preparata dall”Attorney General’ del Massachusetts nel 2006. La cifra non pare rilevante, ma le ‘Utilities’ Americane sono molto riluttanti a farsi carico di qualsiasi costo associato al trattamento del combustibile esausto , citando gli oltre 18 bil. $ da loro raccolti (sul prezzo del kwh) per un fondo federale che avrebbe dovuto farsi carico della realizzazione del sito ‘centrale ‘ di Yucca Mountain, mai realizzato. 

    Secondo loro deve restare una responsabilità del Governo, quella di rimuovere e trattare il combustibile esausto dalle centrali. Il dibattito, come si può ben immaginare , dopo Fukushima, sta diventando ‘vigoroso’. 

    Nella foto: Barili di contenimento asciutto, nella Centrale nucleare di DiabloCanyon

    Credito fotografico:US Nuclear Regulatory Commission

    Related Posts
    Total
    0
    Share